Gruppo
Teatro Fragile Treviolo
(Bergamo) PAC̀ PACIANA (Dalla storia al mito)
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SINOSSI
Il
Gruppo Teatro Fragile propone una serata dedicata al
brigante brembano, parte integrante delle nostre
scorribande letterarie-teatrali dove, accanto alla
proposta degli esiti della ricerca del “recitar leggendo”,
offriamo alcuni spunti di riflessione sulla differenza tra
vero storico e percezione comune delle cose. Come
spesso accade, sarà un incontro vivace e ricco di momenti
di allegria e lievità.
NOTE
STORIOGRAFICHE Secondo le
ricostruzioni storiche più serie, Vincenzo Pacchiana detto
Pać Paciana - nato verso il 1776 presso il ponte di
Romacolo, a Poscante, in Val Brembana-, fu uno dei tanti
malviventi che, nell’Ottocento, funestavano la Valle
Brembana, favoriti anche dalla vicinanza con il confine
svizzero, che consentiva loro di muoversi tra rapine e
contrabbando. Peṛ la
tradizione popolare, un po’ alla volta, fiń con il
circondare il Pać di un’aura leggendaria, fino a farlo
diventare una specie di Robin Hood brembano. Questo ci
dice molto, per riflesso, a proposito delle condizioni in
cui versavano le popolazioni delle valli, della dura
pressione fiscale per sostenere le campagne napoleoniche,
delle sistematiche angherie del regime austriaco e delle
abissali differenze di classe tra ricchi e popolo. Il Pać
divenne insomma un’incarnazione del ribelle vendicatore
dei soprusi, che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Le
composizioni dialettali e le recite dei burattinai furono
(e sono ancora) i mezzi attraverso i quali si diffuse
l'immagine di un bandito romantico, ribaldo, certo, ma
leale e generoso. L’arringa
pronunciata davanti al tribunale di Bergamo dall'avvocato
Pagnoncelli in difesa di un commerciante di Endenna,
accusato di favoreggiamento nei confronti di Vincenzo
Pacchiana, ci racconta di come il Pać fosse "uomo
irascibile, a tutti pericoloso, di indole facinorosa e
disposto a commettere delitti; malfattore insigne e troppo
accorto, che sa blandire e aiutare taluni, mentre
inferocisce contro molti. Ha moglie, ma cị non gli
impedisce di coltivare relazioni illecite: mentre era
bandito, capitava spesso all'osteria dell'Ambria,
guidatovi dagli impegni di viziosa persona, nota a tutto
il vicinato". Insomma,
di realmente documentato delle sue "lezioni" agli avari e
ai prepotenti della valle, della difesa dei più deboli,
delle clamorose beffe agli sbirri, del farsetto d'acciaio,
il "giaco", impenetrabile ai colpi d'archibugio e che gli
dava la fama di invulnerabile, c’è poco o nulla. Ma non
bisogna d’altro canto dimenticare che i conterranei
veramente lo aiutarono e protessero a più riprese, in
parte per paura, ma sicuramente anche per simpatia. Il
Consigliere Consultore di Stato Diego Guicciardini,
direttore generale della polizia del Regno d'Italia, da
canto suo, scrisse in un rapporto del 1805 che: "Contro
l'ormai famoso Paccini fu inutile ogni tentativo. Ho
dovuto far pubblicare una taglia di cento zecchini a
favore di chi lo prende vivo e di sessanta a chi lo
uccide. Mi sono mosso a questo passo dopo che, attaccato,
costui due diverse volte seppe fuggire, uccidendo due
guide e lasciando feriti tre gendarmi ed un'altra guida". E ancora:
"Il famigerato Paccino detto Pacchiana si è fin qui
sottratto alla forza che lo insegue vagando dal
Dipartimento del Serio a quello del Lario e viceversa. Tre
individui peṛ prevenuti di aver favorito le criminose sue
viste e protratta la di lui impunità sono stati sorpresi e
ridotti nelle forze. Si procede attualmente contro di essi
per la partecipazione avuta col proscritto". È anche
documentato che la polizia promise la taglia a un altro
bandito, il Carcino, che s'era unito al Pać e con lui
batteva le montagne comasche nei pressi di Gravedona. Fu in tali
circostance che il 4 agosto 1806, Carcino, con un colpo di
trombone, uccideva il compagno immerso nel sonno. Le sue
gesta criminali di Vincenzo Pacchiana non furono un
fenomeno isolato, limitato alla sola valle Brembana e
dovute alla particolare figura del bandito. Si tratṭ
invece di una situazione di disordine generale, che si
espresse sotto forma di vero e proprio brigantaggio. Il governo
ci metteva pure del suo, con la disorganizzazione e la
discordia fra gli organi della polizia, che non facevano
che accrescere la diffusa ostilità contro i gendarmi. Specialmente
nelle montagne, il governo era avversato anche a causa
della coscrizione obbligatoria, che sottraeva braccia
giovani alle campagne per farne dei soldati. Niente di
più naturale, quindi, che tale avversione si manifestasse
contro i suoi organi e si traducesse in una specie di
sorda solidarietà per quanti a torto o a ragione ne erano
colpiti. In questo
gioco di riflessi, di realtà e fantasia, ci piace
soffermarci con voi per raccontarvi questa storia
avvincente. BIBLIOGRAFIA ·
Mosè Torricella,
Episodi della vita di Pać Paciana, re della Valle
Brembana, 1880. Con Sabina Ballerini Francesca Busi Carlo D’Addato Fabiola Maffeis Mariangela Marinelli
Assistente alla regia Pierangela Cattaneo
Drammaturgia e regia Carlo D’Addato
Esigente tecniche minime Spazio scenico 6x8metri Attacco elettrico civile 220V 3KW
NOTE SULLA COMPAGNIA
Gruppo Teatro Fragile Telefono: 339.53.93.461 Sito: www.teatrofragile.it Email: direzione@teatrofragile.it
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